Autodichia: sentenza della Corte Costituzionale

Autodichia: sentenza della Corte Costituzionale

Autodichia: sentenza della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale ha stabilito che i dipendenti del Senato e della Presidenza della Repubblica (e per estensione della Camera), nei conflitti con il loro datore di lavoro, debbono accettare le decisioni degli organismi di giurisidzione interna di tali Organi Costituzionali - dei quali viene così confermata l'autodichia - e non possono pertanto impugnare tali deliberazioni presso la magistrattura ordinaria. Con la sentenza 262/2017, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 13 dicembre 2017, la Corte ha così respinto il conflitto di attribuzione sollevato dalla Corte di Cassazione che vedeva nella preclusione di accesso alla giurisdizione comune per i dipendenti di Senato, Camera e Presidenza della Repubblica vari profili di incostituzionalità, sia nel senso di una limitazione delle attribuzioni della magistratura ordinaria che nel senso della limitazione dei diritti dei cittadini e lavoratori. La Corte Costituzionale, ha ritenuto, invece, che gli esistenti strumenti di giurisdizione interna (di due livelli) che gli Organi Costituzionali si sono dati adempiano ai requisiti di indipendenza, professionalità, imparzialità e, dunque, di terzietà (anche nella composizione, rispetto agli organismi deliberanti), e siano pertanto di piena garanzia per i dipendenti che vi adiscano e altresì conformi ai criteri stabiliti dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per riconoscerli come tali. La Corte Costituzionale ha inoltre specificato che il principio di autonomia normativa (e potestà giurisdizionale) riconosciuto agli Organi Costituzionali per i rapporti di lavoro con i propri dipendenti, non spetti invece loro "nè per disciplinare rapporti giuridici con soggetti terzi, nè per riservare agli organi di autodichia la decisione di eventuali controversie che ne coinvolgano le situazioni soggettive (si pensi, ad esempio, alle controversie relative ad appalti e forniture di servizi prestati alle amministrazioni degli organi costituzionali)", rapporti e situazioni che quindi non potranno essere sottratte alla giurisdiazione comune. Pubblichiamo di seguito la pronuncia della Corte 262/2017:

Corte Costituzionale Autodichia

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