In ricordo di Franco Coccia

In ricordo di Franco Coccia

In ricordo di Franco Coccia

E' scomparso lo scorso 23 novembre 2017, all'età di 88 anni, l'on. Franco Coccia, giurista insigne ed esponente politico di primo piano, impegnato nelle fila del Pci e poi del Pds, che fu deputato dal 1963 al 1979, per quattro legislature, e fu tra i padri della riforma del processo del lavoro e dell'ordinamento penitenziario, nel 1976. Fu quindi membro del Csm e, non da ultimo, fu a lungo Presidente dell'Associazione degli ex-parlamentari, dal 2004 al 2010. Originario della provincia di Rieti, ma nato a Parigi, dove la famiglia era in esilio durante il fascismo (il papà era un esponente socialista). L'Associazione degli ex-parlamentari lo ricorda qui con grande affetto pubblicando le parole pronunciate in suo onore, alla presenza dei familiari e degli amici, dall'attuale presidente, Antonello Falomi:

In memoria del Presidente, on. Franco Coccia.
Ho conosciuto più da vicino Franco soltanto da pochi anni.
Nel 2010, quando era al termine del suo mandato di Presidente dell’Associazione ex-Parlamentari della Repubblica.
Il suo assillo, in quel momento, era quello di assicurare all’Associazione un nuovo Presidente forte, autorevole, garante della sua unità.
Io avevo terminato da poco il mio mandato parlamentare.
Franco mi cercò per chiedermi di impegnarmi a fianco del nuovo presidente Gerardo Bianco.
Fu molto convincente, come sapeva esserlo lui, e accettai con gratitudine e curiosità la sua proposta.
Quello del suo pieno coinvolgimento nell’attività dell’Associazione ex-parlamentari della Repubblica fu, per Franco Coccia l’ultimo dei tantissimi impegni della sua intensissima vita pubblica.
Da avvocato civilista e del lavoro, ha messo sempre le sue profonde competenze giuridiche al servizio delle battaglie di emancipazione delle classi lavoratrici e a tutela dei valori e dei principi della nostra Carta costituzionale.
Da sindacalista della CGIL impegnato nell’Ufficio vertenze della Camera del Lavoro di Rieti, non c’è stata vertenza di braccianti agricoli, di mezzadri, di operai delle industrie reatine, che non si sia avvalsa della sua scienza giuridica.
In continuità con i valori che hanno sempre alimentato la sua forte sensibilità sociale, Franco si è speso tantissimo nelle istituzioni democratiche e rappresentative.
Nei primissimi anni ’60, eletto nelle liste del PCI, partito al quale era iscritto dal 1946, fu consigliere comunale a Rieti e successivamente sindaco di Poggio Mirteto.
Grazie al suo costante e competente impegno di deputato comunista dal 1963 al 1979, videro la luce due importanti riforme: la riforma del processo del lavoro e quella dell’ordinamento penitenziario.
Terminato il suo mandato parlamentare, dal 1990 fino al 1994 fu “consigliere laico”, eletto dal Parlamento, nel Consiglio Superiore della Magistratura.
Con questo lunghissimo e ricco curriculum politico-istituzionale alle spalle, nessuno avrebbe potuto rimproverare Franco se avesse scelto di dismettere ogni forma di impegno pubblico, per dedicarsi completamente alla sua vita privata e alla sua attività professionale.
Ma non fu questa la sua scelta.
Scelse, invece, di impegnarsi nell’Associazione degli ex-parlamentari della Repubblica di cui fu Presidente dal 2004 al 2010.
Il perché di questa scelta mi fu ben chiaro, man mano che la nostra conoscenza e la nostra amicizia si andavano approfondendo.
Dietro quel suo fare tranquillo e gentile, si sentiva la forza incontenibile di una passione civile per la libertà e la giustizia che aveva segnato tutta la sua vita.
Una forza che soltanto la malattia del suo ultimo anno di vita era riuscita a fiaccare.
Per Franco Coccia, impegnarsi nella Associazione ha sempre significato battersi per tenere vivo e operante il legame che, al di là delle appartenenze politiche, ha unito i parlamentari nell’esercizio della loro funzione.
Il suo obiettivo è sempre stato quello di trasformare quel legame in una forza viva per far conoscere ai cittadini la storia del Parlamento, per valorizzarne la funzione e per contribuire alla difesa e alla attuazione dei principi della nostra Costituzione.
Per l’alto valore che Franco ha sempre attribuito alla funzione del parlamentare, si è impegnato a fondo perché l’organizzazione degli ex-parlamentari non diventasse una associazione di “reduci” o si trasformasse nel “sindacato” degli ex.
Ha sempre voluto una associazione capace di coniugare la tutela della dignità della funzione parlamentare con una molteplicità di iniziative culturali e politiche per affrontare le più scottanti questioni della attualità .
Lo testimoniano le tantissime iniziative prese dall’Associazione sotto la sua presidenza.
Ma Franco, per me, non è stato soltanto un compagno di battaglie politiche e di impegno istituzionale.
E’ stato anche un amico e mi addolora l’idea che lo sia stato per così poco tempo.
Ho ancora vivo il ricordo dei nostri viaggi a Parigi, quando ci recavamo come delegati alle riunioni dell’Associazione europea degli ex-parlamentari, di cui è stato per anni Vice-Presidente.
Si avvertiva che Parigi era stata un pezzo importante della sua vita.
Perché era la città che lo aveva visto nascere.
Perché era in seno alla sua famiglia, costretta all’esilio dal regime fascista, con suo padre Ugo, segretario del partito socialista, che aveva respirato i sentimenti di libertà e di giustizia che hanno poi animato quella passione civile che non è mai venuta meno.
Avvertivo che Franco, a Parigi, si sentisse come a casa sua.
Lo sentivo dal modo con cui Franco mi faceva conoscere quartieri che aveva frequentato, ristoranti e bistrot nei quali aveva mangiato o musei che aveva visitato tante volte.
Lo sentivo dall’allegria con cui percorreva insieme alla sua cara Cristina, le strade di quella città

Cara Cristina,
so che non ci sono parole che possano lenire il tuo dolore.
Ho ancora negli occhi la tua tenerissima e leggera carezza a Franco in ospedale, mercoledì scorso, come per non fargli male. Un gesto che mi ha fatto capire quanto profondo fosse il sentimento che vi teneva uniti.
Adesso siamo qui per dare l’ultimo saluto a Franco.
Voglio dirti, però, e voglio dirlo anche a Ugo, che l’Associazione degli ex-parlamentari tutta vi sarà sempre vicina.

Stampa

Close